4. Progetti senza committenza: perché creare spazi che non verranno costruiti

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7 gen 2026

Nel progetto architettonico tradizionale, la committenza è il punto di partenza. Un brief, un contesto, un insieme di vincoli economici e funzionali definiscono il perimetro entro cui il progetto prende forma.

Nel progetto architettonico tradizionale, la committenza è il punto di partenza. Un brief, un contesto, un insieme di vincoli economici e funzionali definiscono il perimetro entro cui il progetto prende forma.

Giuseppe Baldo

Designer

OMNI

Giuseppe Baldo

Designer

OMNI

Questo schema garantisce concretezza e direzione.
Ma pone anche un limite: il progetto nasce già orientato verso una soluzione, spesso prima ancora che le domande più profonde vengano formulate.

Esistono però momenti in cui il progetto non può nascere da una richiesta.
Momenti in cui deve nascere da una necessità di ricerca.

Quando il progetto diventa una domanda

Un progetto senza committenza non risponde a un’esigenza esterna.
Risponde a una domanda interna.

Non chiede cosa devo realizzare, ma cosa voglio comprendere.
Non parte da una soluzione, ma da un campo di possibilità.

In questo contesto, il progetto smette di essere una risposta e diventa uno strumento di indagine.
Uno spazio in cui testare ipotesi, mettere in discussione metodi consolidati e osservare cosa accade quando i vincoli non sono dati, ma costruiti consapevolmente.

La libertà come responsabilità

L’assenza di una committenza non equivale a libertà assoluta.
Al contrario, impone una responsabilità maggiore.

Senza un brief esterno, è il progettista a dover definire:

  • il contesto

  • le regole

  • gli obiettivi

  • i criteri di valutazione

Ogni scelta diventa intenzionale.
Ogni vincolo è una decisione, non un’imposizione.

Questo rende il progetto più esigente, non più semplice.

Spazi che non verranno costruiti, ma compresi

Un progetto manifesto non nasce per essere realizzato.
Nasce per essere attraversato, interrogato, compreso.

Il suo valore non risiede nella possibilità di essere costruito, ma nella capacità di generare conoscenza.
Conoscenza sullo spazio, sul processo, sugli strumenti utilizzati per leggerlo.

In questi progetti, l’architettura non è ancora materia.
È esperienza, relazione, comportamento.

Villa Auralis come campo di ricerca

Villa Auralis nasce in questo contesto.
Non come risposta a un brief, ma come spazio di sperimentazione.

Un progetto pensato per essere vissuto prima di essere definito, modificato mentre viene attraversato, interrogato nelle sue relazioni spaziali.
Un ambiente in cui il metodo viene messo alla prova senza la pressione di una soluzione finale.

In Villa Auralis, ogni scelta non è giustificata da una richiesta esterna, ma dalla sua capacità di reggere all’esperienza.

Il valore operativo della ricerca

Progettare senza committenza non è un esercizio astratto.
È una forma di preparazione.

Attraverso questi progetti, il metodo viene raffinato, gli strumenti vengono testati, i limiti emergono senza conseguenze operative immediate.
Ciò che funziona può essere integrato nel lavoro reale.
Ciò che non funziona viene compreso prima di diventare un problema.

La ricerca non sostituisce il progetto applicato.
Lo rende più solido.

Oltre la produzione, verso la comprensione

In un contesto in cui la velocità di produzione è spesso premiata, fermarsi a progettare senza uno scopo immediatamente realizzativo può sembrare controintuitivo.
Eppure è proprio in questi spazi di sospensione che il progetto ritrova profondità.

Non tutto ciò che vale deve essere costruito.
Alcune cose devono essere comprese prima.

I progetti senza committenza non sono una deviazione dal lavoro professionale.
Sono una sua estensione naturale.

Permettono di esplorare territori che il progetto applicato non può sempre permettersi, preparando il terreno a decisioni più consapevoli quando il contesto reale lo richiede.

Questo schema garantisce concretezza e direzione.
Ma pone anche un limite: il progetto nasce già orientato verso una soluzione, spesso prima ancora che le domande più profonde vengano formulate.

Esistono però momenti in cui il progetto non può nascere da una richiesta.
Momenti in cui deve nascere da una necessità di ricerca.

Quando il progetto diventa una domanda

Un progetto senza committenza non risponde a un’esigenza esterna.
Risponde a una domanda interna.

Non chiede cosa devo realizzare, ma cosa voglio comprendere.
Non parte da una soluzione, ma da un campo di possibilità.

In questo contesto, il progetto smette di essere una risposta e diventa uno strumento di indagine.
Uno spazio in cui testare ipotesi, mettere in discussione metodi consolidati e osservare cosa accade quando i vincoli non sono dati, ma costruiti consapevolmente.

La libertà come responsabilità

L’assenza di una committenza non equivale a libertà assoluta.
Al contrario, impone una responsabilità maggiore.

Senza un brief esterno, è il progettista a dover definire:

  • il contesto

  • le regole

  • gli obiettivi

  • i criteri di valutazione

Ogni scelta diventa intenzionale.
Ogni vincolo è una decisione, non un’imposizione.

Questo rende il progetto più esigente, non più semplice.

Spazi che non verranno costruiti, ma compresi

Un progetto manifesto non nasce per essere realizzato.
Nasce per essere attraversato, interrogato, compreso.

Il suo valore non risiede nella possibilità di essere costruito, ma nella capacità di generare conoscenza.
Conoscenza sullo spazio, sul processo, sugli strumenti utilizzati per leggerlo.

In questi progetti, l’architettura non è ancora materia.
È esperienza, relazione, comportamento.

Villa Auralis come campo di ricerca

Villa Auralis nasce in questo contesto.
Non come risposta a un brief, ma come spazio di sperimentazione.

Un progetto pensato per essere vissuto prima di essere definito, modificato mentre viene attraversato, interrogato nelle sue relazioni spaziali.
Un ambiente in cui il metodo viene messo alla prova senza la pressione di una soluzione finale.

In Villa Auralis, ogni scelta non è giustificata da una richiesta esterna, ma dalla sua capacità di reggere all’esperienza.

Il valore operativo della ricerca

Progettare senza committenza non è un esercizio astratto.
È una forma di preparazione.

Attraverso questi progetti, il metodo viene raffinato, gli strumenti vengono testati, i limiti emergono senza conseguenze operative immediate.
Ciò che funziona può essere integrato nel lavoro reale.
Ciò che non funziona viene compreso prima di diventare un problema.

La ricerca non sostituisce il progetto applicato.
Lo rende più solido.

Oltre la produzione, verso la comprensione

In un contesto in cui la velocità di produzione è spesso premiata, fermarsi a progettare senza uno scopo immediatamente realizzativo può sembrare controintuitivo.
Eppure è proprio in questi spazi di sospensione che il progetto ritrova profondità.

Non tutto ciò che vale deve essere costruito.
Alcune cose devono essere comprese prima.

I progetti senza committenza non sono una deviazione dal lavoro professionale.
Sono una sua estensione naturale.

Permettono di esplorare territori che il progetto applicato non può sempre permettersi, preparando il terreno a decisioni più consapevoli quando il contesto reale lo richiede.

Questo schema garantisce concretezza e direzione.
Ma pone anche un limite: il progetto nasce già orientato verso una soluzione, spesso prima ancora che le domande più profonde vengano formulate.

Esistono però momenti in cui il progetto non può nascere da una richiesta.
Momenti in cui deve nascere da una necessità di ricerca.

Quando il progetto diventa una domanda

Un progetto senza committenza non risponde a un’esigenza esterna.
Risponde a una domanda interna.

Non chiede cosa devo realizzare, ma cosa voglio comprendere.
Non parte da una soluzione, ma da un campo di possibilità.

In questo contesto, il progetto smette di essere una risposta e diventa uno strumento di indagine.
Uno spazio in cui testare ipotesi, mettere in discussione metodi consolidati e osservare cosa accade quando i vincoli non sono dati, ma costruiti consapevolmente.

La libertà come responsabilità

L’assenza di una committenza non equivale a libertà assoluta.
Al contrario, impone una responsabilità maggiore.

Senza un brief esterno, è il progettista a dover definire:

  • il contesto

  • le regole

  • gli obiettivi

  • i criteri di valutazione

Ogni scelta diventa intenzionale.
Ogni vincolo è una decisione, non un’imposizione.

Questo rende il progetto più esigente, non più semplice.

Spazi che non verranno costruiti, ma compresi

Un progetto manifesto non nasce per essere realizzato.
Nasce per essere attraversato, interrogato, compreso.

Il suo valore non risiede nella possibilità di essere costruito, ma nella capacità di generare conoscenza.
Conoscenza sullo spazio, sul processo, sugli strumenti utilizzati per leggerlo.

In questi progetti, l’architettura non è ancora materia.
È esperienza, relazione, comportamento.

Villa Auralis come campo di ricerca

Villa Auralis nasce in questo contesto.
Non come risposta a un brief, ma come spazio di sperimentazione.

Un progetto pensato per essere vissuto prima di essere definito, modificato mentre viene attraversato, interrogato nelle sue relazioni spaziali.
Un ambiente in cui il metodo viene messo alla prova senza la pressione di una soluzione finale.

In Villa Auralis, ogni scelta non è giustificata da una richiesta esterna, ma dalla sua capacità di reggere all’esperienza.

Il valore operativo della ricerca

Progettare senza committenza non è un esercizio astratto.
È una forma di preparazione.

Attraverso questi progetti, il metodo viene raffinato, gli strumenti vengono testati, i limiti emergono senza conseguenze operative immediate.
Ciò che funziona può essere integrato nel lavoro reale.
Ciò che non funziona viene compreso prima di diventare un problema.

La ricerca non sostituisce il progetto applicato.
Lo rende più solido.

Oltre la produzione, verso la comprensione

In un contesto in cui la velocità di produzione è spesso premiata, fermarsi a progettare senza uno scopo immediatamente realizzativo può sembrare controintuitivo.
Eppure è proprio in questi spazi di sospensione che il progetto ritrova profondità.

Non tutto ciò che vale deve essere costruito.
Alcune cose devono essere comprese prima.

I progetti senza committenza non sono una deviazione dal lavoro professionale.
Sono una sua estensione naturale.

Permettono di esplorare territori che il progetto applicato non può sempre permettersi, preparando il terreno a decisioni più consapevoli quando il contesto reale lo richiede.

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